sabato 19 aprile 2008

L'universo dentro di noi


Andremo sulla cima delle montagne per toccare con mano le nuvole senza paura di perderci durante la scalata. Arriveremo a toccare il fondo degli abissi più profondi per scoprire che non esiste un limite alla nostra immaginazione. L'infinito del mondo che ci circonda è lo stesso di quello che ci appartiene. Dentro di noi le emozioni creano un mondo sconfinato dove muoverci e riconoscerci. I sensi che sappiamo usare per strutturare la realtà che ci circonda impariamo ad usarli anche per conoscerci. Scopriremo che dentro di noi esistono prati sconfinati carezzati da un vento leggero. Esistono mari e monti da vivere, scoprire, capire. Esiste una strada dove siamo noi. Camminiamoci. Scopriremo che è fatta di emozioni, volontà e desideri. Per farlo dobbiamo solo muovere il nostro pensiero. Idealizziamo il futuro. Immaginare come saremo. Il cammino ci permetterà di diventare ciò che abbiamo desiderato. Troveremo discese e salite. A volte la strada si interromperà o troveremo semplicemente un bivio. Fa parte della vita come ne fanno parte tutti gli strumenti che garantiscono il realizzarsi di ogni nostro desiderio. Questo però deve nascere da noi. Dalla volontà che non si ferma ad idealizzare un futuro ipotetico ma struttura una forma precisa di ciò che sarà. Non importa dove vogliamo andare o da dove veniamo perché il percorso non consiste nel raggiungere un obiettivo per prendere un premio. Non è nemmeno una gara se non nei confronti di noi stessi. Il percorso è un accumulare emozioni, esperienze e qualità delle percezioni. Camminare non è correre e nemmeno passeggiare:" E' lo strumento necessario e sufficiente per portare un essere umano alla consapevolezza dei suoi mezzi e dunque al raggiungimento dei suoi obiettivi. Alla realizzazione dei suoi desideri". La paura è la compagna a volte utile ma spesso dannosa che rivela i limiti di tale consapevolezza. Camminiamo, impariamo, condividiamo le emozioni. Il nostro cammino sarà come vorremo. Sarà fatto per noi e solo per noi. Mai troppo facile, sicuramente non impossibile. Basta la volontà di guardare ogni giorno a noi stessi come al bene più importante che abbiamo. Unico e solo specchio dei nostri desideri. Ridiamo, piangiamo, voliamo o camminiamo perché l'importante è muoversi e muovere le emozioni che ci appartengono senza la paura e la vergogna di sentirci unici.

venerdì 18 aprile 2008

Il faro nella tempesta.


Spesso sentiamo persone piangere e disperarsi smarrite nella loro vita. Dobbiamo dirli sempre di ridere molto di tutto quello che li accade. Se ci piove dentro alziamo gli occhi e sorridiamo perchè comunque piove lo stesso. Non significa non pensare al problema. Significa pensarci per quello che è: "Un insegnamento per farci diventare ciò che vogliamo divenire". E' come trovarsi nella peggiore delle tempeste, privi di orientamento ed in preda alla paura. Resta solo la possibilità di guardarsi attorno ed invocare un aiuto. E' come se all'improvviso tra onde, pioggia, paura e disperazione si intravedesse, lì all'orizzonte, una luce. Un punto bianco nel nero di tutto il resto. Un faro. Indica un porto dove andare. Ci sentiremo pervasi da un senso di felicità mai provato. Intenso come la paura che provavamo qualche istante prima. Entreremo nel porto e ci lasceremo alle spalle, in mezzo alla pioggia ed alle onde, tutte le paure e la disperazione. Guarderemo la nostra barca un po' malconcia ma intera. Compagna di un'avventura che ci ha regalato la pace di quel momento. E' una metafora della vita. Dovunque andiamo, avremo sempre i mezzi per raggiungere un porto sicuro. Certo ci vuole coraggio per attraversare il mare. Il segreto sta nell'immaginare l'arrivo. Se lo faremo sicuramente ci arriveremo. Il percorso ha il compito di trasformare le persone, non di punirle perchè vogliono realizzare un desiderio. In quel mare ci siamo tutti e sta a noi, alla nostra temerarietà, alla conoscenza delle stelle ed alla barca che ci siamo costruiti, stabilire come fare il percorso. I desideri sono ordini. Realizzarli è un dono. Percorrere la strada che permetterà di esaudirli sta solo alla nostra volontà. Non esistono i problemi, ci sono solo le soluzioni e consistono nella capacità che abbiamo di adattarci alla realtà circostante. I problemi sono solo il manifestarsi di questa realtà creata dalla nostra mente che elabora le informazioni che arrivano dai nostri sensi. Significa che i problemi sono solo il risultato di una distonia nel nostro percorso intrapreso per per raggiungere i nostri desideri. Impariamo che il problema è tale solo in funzione della nostra visione della realtà. Da qui nasce l'esigenza di condividere energie, sensazioni e desideri. Qualcuno da qualche parte sicuramente ha già attraversato il nostro mare. Ciò non ci esimerà dall'attraversarlo a nostra volta, ma con una mappa e sicuramente più facile. Sta a noi la scelta. Vivere per trascorrere il tempo o fare in modo che questo sia solo un intervallo tra le sensazioni che accompagnano la nostra anima nella realtà di un'eterna rigenerazione.

giovedì 17 aprile 2008

La paura ed il futuro.


E' la vita ed è la volontà di viverla il motore del nostro cammino. Non è necessario trovare sempre il sole. Non serve avere le ali o una nave per attraversare il mare che ci divide dai nostri desideri. E' fondamentale vivere per il gusto di farlo. Per accorgerci di ciò che ci fa stare bene e di ciò che invece contribuisce ad allontanarci dalla strada maestra. Vivere significa essenzialmente questo: non stupire con performance strabilianti, ma incuriosire per il proprio modo di essere. Per farlo è fondamentale togliere le priorità esterne a noi e mettere al centro della scena noi stessi. Le nostre paure sono foriere di sventura e moniti a seguire il cammino che impone l'ambiente che ci circonda. Se invece viviamo la nostra vita ogni giorno e se la adattiamo alla nostra persona ed alla nostra mente scopriremo una cosa meravigliosa: "Le paure svaniranno e i nostri pensieri serviranno ad aiutarci e ad aiutare gli altri con la condivisione". Ricordiamo sempre che la paura, fintanto che dipende da noi, è solo qualche cosa che sta dentro la nostra testa. Le idee sono stelle nel firmamento della nostra mente. Ogni giorno brillano immutabili dentro di noi per indicarci la via. Se non le vediamo non significa che non ci sono, vuol dire che sono coperte dalle nuvole dei pensieri o dalla luce di un sole che non è il nostro. Quando riusciremo a capire che le risorse per vivere la nostra vita così come la desideriamo sono dentro di noi, allora il nostro cielo si illuminerà di un sole tiepido e piacevole attorniato dalle stelle dei nostri desideri. Saranno sempre visibili, sempre presenti. Vivere significa condividere idee ed intuizioni. Unire forze ed emozioni. Catalizzare energia, metabolizzarla e strutturare il pensiero in funzione degli obiettivi che ci siamo posti. Qualunque essi siano, dovunque essi siano ricordiamo di seguire sempre le nostre stelle. Alziamo lo sguardo al cielo, ma a quello che è dentro di noi. Quello che abbiamo creato per portare a termine questo passaggio sulla terra. Viviamo. Che vinciamo o perdiamo, che ci sia un mare da attraversare o una montagna da scalare, che ci sia sempre il sole o piova ogni giorno, ricordiamo sempre che tutto è creato da noi e per questo siamo gli unici responsabili del nostro cammino. Andiamo con la sicurezza che da qualche parte arriveremo. Se ci sentiremo smarriti alziamo gli occhi al cielo, quel cielo che ci accompagna e ci protegge ogni giorno e lì ci ritroveremo. Ricordiamo:" La paura è lo stimolo che noi diamo al nostro cervello per impedirgli di idealizzare il futuro".

martedì 15 aprile 2008

Un percorso di trasformazione


Mi piace pensare che il percorso di avvicinamento ad un obiettivo della vita sia come la rotta di una nave che si sta avvicinando ad un porto. Dopo tanto mare, all'orizzonte, s'intravvede la terra. Sempre più nitida. Si vedono le luci. Si capisce che dopo la solitudine dei pensieri rivolti al mare, lì c'è vita. Vista da terra ogni volta che si vede una nave è una festa. Alle prime luci dell'alba dal mare si vede apparire qualche cosa di nuovo. E' una vascello che porta con se persone, idee, concetti e paure. La vita è così. Non sempre siamo sulla nave e solo a volte siamo sulla terra. Impariamo che è più importante essere curiosi di capire le cose piuttosto che giudici di qual si voglia realtà altrui. La soluzione è sempre la stessa. Sostituiamo il giudizio con un'azione. Immedesimiamoci nella persona che desideriamo giudicare. Facciamolo ed annotiamo le cose che potrebbero farci comodo. Non fermiamo i nostri pensieri su ciò che non ci piace perché quello è solo il riflesso di ciò che siamo o il materializzarsi delle nostre paure. Sempre più spesso ci capiterà di confrontare la nostra vita con l'esterno. Adeguiamo il nostro essere all'esigenza del momento. Non lasciamo che paure ed ansie alimentino quella parte di noi da tempo sopita ma in grado di riemergere in ogni momento. Ricordiamo sempre che tutti siamo entità di luce e tutti abbiamo un compito: "Fare un percorso di trasformazione". Importa poco come lo si voglia fare o dove, ma ricordiamo sempre un consiglio:"non giudicare mai le azioni di chi ti guarda o ti ascolta perché è il modo migliore per fare in modo che ti accada quello che non vuoi, cioè assomigliare a chi non vuoi". Lo dico perché il concetto è estremamente chiaro e semplice. Ogni essere umano per istinto tende ad identificarsi in qualche cosa o in qualcuno. Indistintamente che sia una cosa che gli piace o no. E' dove rivolgiamo la nostra attenzione che siamo andando (n.d.r.; andiamo dove rivolgiamo la nostra attenzione. Che sia una cosa bella o una brutta). Se la rivolgiamo ai difetti degli altri immancabilmente la nostra attenzione ci porterà a realizzare un percorso per realizzare quei difetti in noi. Un percorso corretto prevede che osserviamo chi ci circonda per trovare gli aspetti che ci piacciono di ogni uno e farli nostri. Il concetto è diametralmente opposto a quello che caratterizza il mondo in questo momento. Quindi se il nostro cervello per una legge naturale realizza ciò a cui diamo attenzione, per ottimizzare questo processo dobbiamo semplicemente studiare il modo di capire le persone per poterne estrarre il lato migliore.

P.S.: E' necessario rinverdire sempre la tecnica acquisita e studiare nuovi metodi per migliorarsi.

Realizza i tuoi desideri.


C'è un intento positivo in tutto ciò che si fa ed in tutto ciò che ci accade. Bisogna tenerlo a mente perchè a volte, quando non si capisce il motivo di ciò che ci succede, è necessario non pensarci. Spesso un qualunque ostacolo o un qualunque avvento negativo rivela il vantaggio solo dopo diversi avvenimenti che accadono in successione, ma originariamente scatenati dalla situazione negativa in questione. E' necessario imparare che la realtà alla quale assistiamo esternamente a noi è dinamica. Non sempre l'attimo spiega o avvalora una teoria che ogni uno di noi elabora al proprio interno. Spesso la vita necessita di essere lasciata libera di sviluppare un percorso. Ovvio che questo nasce comunque da un desiderio che acquista energia, almeno inizialmente, dentro di noi. Per lo più siamo uno strumento idoneo a creare desideri, ma a volte non adattiamo la nostra mente per gestirne lo sviluppo. Bisogna ricordare che siamo energia; la nostra principale caratteristica è di catalizzare quella a noi più affine per poi elaborarla e rimetterla nel circuito mentale di altri. Ciò significa che desiderare una cosa mette in moto un meccanismo con lo scopo di attirare l'energia che desideriamo quindi la più consona all'elaborazione e crescita del nostro desiderio. Il punto dolente sta nel fatto che sempre più spesso, acquisita tale energia, per una errata educazione mentale, tendiamo a trattenerla e non a condividerla. Il blocco è qui. Bisogna imparare che la realizzazione di qualunque cosa ha un processo prima mentale ed energetico e poi pratico e materiale. Condividere significa abbandonare quel senso di possesso delle idee che caratterizza questa era che ormai volge al termine. Bisogna istruire i nostri figli a comportamenti mentali corretti. Si deve dire loro che i desideri si avverano non perché c'è la volontà di realizzarli ma perché il loro realizzarsi ha un valore nella crescita di tutti.Vogliamo farlo noi? Strutturiamo il desiderio ed immaginiamo che vantaggio può avere l'umanità nel momento in cui lo realizzeremo. Se il motivo e sufficientemente forte e valido ai nostri desideri non vi sarà mai limite.